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29 marzo 2007
Emergenza Sanità: intervento di Mario Bruno

La situazione degli ospedali di Alghero ha bisogno di essere fronteggiata nell’immediatezza, ma ha anche necessità di soluzioni definitive in prospettiva. L’incontro dei giorni scorsi all’Ospedale Civile tra i dirigenti del nosocomio e la direzione dell’Azienda Sanitaria, da me promosso e sollecitato, è solo uno degli interventi per fronteggiare la quotidianità, in particolare la situazione delle sale operatorie e di Medicina Generale, a favore delle quali la ASL ha assunto l’impegno, in tempi brevi, di dotare nuovo personale.
Per quanto riguarda Medicina, il sovraffollamento è dovuto al dato sulla popolazione del nostro territorio ed al progressivo aumento degli anziani (7000 ultra-sessantacinquenni solo ad Alghero), che devono ricevere maggiori risposte nella sanità territoriale, ma che rende altresì indispensabile un nuovo reparto per lungodegenti e per post-acuti, in linea con gli standard del Piano Sanitario Regionale e per il quale nei prossimi giorni formalizzerò la richiesta all’assessore regionale della Sanità, Nerina Dirindin.
Per quanto riguarda le sale operatorie, il numero totale degli addetti di entrambi gli ospedali sarebbe sufficiente per garantire non solo l’attività chirurgica di tutte le specialità (ortopedia,chirurgia generale, urologia, otorino, oculistica, ginecologia) ma potrebbe assicurare anche la terapia intensiva post operatoria (l’appalto per la realizzazione del reparto è imminente). Lo stesso numero di personale diviso in due equipe, che operano in ospedali distanti 700 metri l’uno dall’altro, risulta sufficiente a garantire la funzionalità sia al Marino che al Civile in periodi normali, senza, però, quel margine di flessibilità che consentirebbe di far fronte a contemporanee assenze impreviste del personale.
Le criticità logistiche ed organizzative che nascono dalla separazione tra i due ospedali sottraggono risorse importanti che potrebbero essere utilizzate per garantire ’eccellenza nei servizi, nelle attrezzature e nell’assistenza in tutte le specialità, compresa la "clinica ortopedica" con la garanzia di continuità funzionale (migliorandola) e di “autonomia” territoriale. E questa è la prospettiva indicata nel Piano Sanitario.
Nessuno è così stolto da voler smantellare gli ospedali, specie quelli che operano con professionalità ed offrono eccellenti risposte ai bisogni di salute. L’attuale Ospedale Civile è nato quaranta anni fa e comprendeva quattro divisioni e due servizi. Oggi si hanno, negli stessi spazi, tredici unità operative (alle quali a breve dovremo aggiungere la Terapia Intensiva Polispecialistica), con alcuni moduli connessi (centro antidiabetico, oncologia, endoscopia etc): non basta una nuova ala, occorre un ospedale nuovo, moderno, dotato delle moderne tecnologie, in grado di farci fare un salto di qualità.
L’obiettivo della proposta, oggi inserita nel Piano Sanitario, nel Programma Regionale di Sviluppo e nel piano triennale della ASL approvato martedì scorso dalla Regione va in questa direzione. La ASL è autorizzata ad avviare la progettazione preliminare del nuovo ospedale con le risorse presenti in finanziaria. Forse, con il progetto presentato alla città, ci si potrà rendere conto della proposta concreta, che non ha l’obiettivo di realizzare “alberghi a 5 stelle”, ma di eliminare definitivamente le problematiche dei nostri ospedali.
Mario Bruno
Consigliere regionale Progetto Sardegna
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