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Luigi Crisponi
28 agosto 2016
L'opinione di Luigi Crisponi
La chiusura delle Camere di Commercio sarde regalo di Renzi
Il Governo Renzi mostra quanto sia beffardo nei confronti della Sardegna. Al termine della sua recente visita nell’Isola per la firma del Patto per la Sardegna con il presidente Pigliaru nel suo intervento di commiato, aveva testualmente affermato che “l’Italia poteva crescere se il sud riprendeva a correre”. Si era dimenticato di aggiungere, “verso il baratro”. Il sud di cui il premier parlava è quello annichilito dalle continue chiusure Isola compresa, di uffici pubblici governativi, cui ora si aggiungono le quattro Camere di Commercio sarde. Il colpo di scure è arrivato con la recente seduta del Consiglio dei Ministri che decreta la chiusura e l’accorpamento di quarantacinque enti camerali su 105 esistenti oggi sul territorio nazionale.
In Sardegna scatta inesorabile l’obbligo verso l’accorpamento per tutte e quattro le Camere dal momento che nessuna di questa raggiunge le 75mila imprese previste dal decreto presentato dai ministri per la Pubblica amministrazione Marianna Madia e per lo Sviluppo economico Calenda. Con ciò, senza che dalla Giunta Pigliaru o dalla Maggioranza di Centrosinistra si sia levato lo sdegno per questa nuova picconata alla nostra autonomia e specialità. A conti fatti, si tratta di una rivoluzione inutile, perché tali enti non pesano sulle casse pubbliche e i risparmi per lo Stato saranno davvero lievi.
Le stesse imprese su cui gravano i costi di funzionamento camerali l’hanno da sempre definita una tassa impercettibile, mediamente di 90euro annuali che con i tagli previsti dal Decreto diminuiranno di un modestissimo risparmio pari a 20euro ad azienda. Insomma i tentacoli del Governo nazionale stanno stritolando quegli stessi enti camerali che agiscono come presidi fondamentali per lo sviluppo economico di territori altrimenti impossibilitati al reperimento di risorse per la crescita e l’internazionalizzazione. Come se non bastasse, la vergognosa cura dimagrante imposta dal Decreto del Governo Renzi oltre a espropriare il tessuto economico delle proprie risorse provocherà sconquassi fra il personale camerale che sarà interessato da processi di mobilità fra le stesse camere o alla ricollocazione in altra pubblica amministrazione.
* consigliere regionale Riformatori Sardi Liberal Democratici
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