SASSARI - È il punto di riferimento per strutture e servizi pubblici di primaria importanza per la tutela dei minori contro gli abusi, dai tribunali alle questure, dalle scuole ai servizi sociali, per arrivare ai servizi sanitari e ai medici e pediatri di famiglia. Si tratta del Glamm, acronimo che sta per Gruppo di Lavoro sugli Abusi e Maltrattamenti sui Minori. Nato nel 2001 e diretto dal dottor Francesco Cattari, il Glamm dell’Azienda Sanitaria Locale n. 1 è composto da psicologi, neuropsichiatri infantili, assistenti sociali e ha sede nel servizio psicosociale aziendale presso il villaggio San Camillo, sulla strada Sassari-Sorso (telefono 079 2062094, fax 079 2062093, mail: servizio.psicosociale@asl1ss.it). «Il gruppo – spiega il dottor Cattari – è nato con l’idea di creare un coordinamento degli interventi sulle problematiche di abuso, divenendo poi punto di riferimento anche per altre strutture con le quali relazionarsi al fine di ridurre il più possibile i traumi per i minori vittime di abuso e maltrattamento. Per questo noi già collaboriamo con alcuni Tribunali Ordinari e dei Minori isolani e con l’Ufficio minori della Questura sassarese. L’obiettivo che ci siamo dati – prosegue lo psicologo – è quello di lavorare per creare un linguaggio comune con quanti, sanitari, operatori sociali, pediatri, operatori scolastici, entrano in relazione con questo tipo di problematiche, fornendo loro uno strumento più efficace di lettura, analisi e modalità di intervento in questo tipo di situazioni». L’aspetto clinico, per quanto non sia stato eliminato dalle possibilità di intervento del Glamm, viene comunque svolto dall’Asl con i suoi servizi e con i suoi operatori medico-psicologico-sociali. Il Glamm va piuttosto a coprire la necessità di consulenza proveniente dagli operatori scolastici, sociali, sanitari, pediatri e medici di famiglia, insieme alla risposta ad un bisogno di formazione di questi operatori allo scopo, da un lato di migliorare la conoscenza delle dinamiche e delle problematiche che si vengono a determinare a carico delle famiglie e degli stessi minori che hanno subito maltrattamenti e abusi; e dall’altro al fine di trasmettere loro un’accurata informazione su quali procedimenti e protocolli mettere in atto nei casi specifici, e che variano appunto da operatore a operatore. Il Glamm assume quindi il ruolo sia di coordinamento degli interventi di consulenza, sia di formazione e aggiornamento degli operatori del territorio. Questa attività si esplica attraverso corsi e seminari teorico-pratici, nei quali viene fornita un’accurata informazione anche attraverso il lavoro di gruppo. «Fare formazione in questo campo rappresenta per noi una modalità efficace sul versante della prevenzione – afferma il dottor Cattari – finalizzata a dare strumenti di conoscenza univoci per tutti gli operatori che entrano in contatto con problematiche legate agli abusi. Questo permette agli operatori stessi di avere maggiori parametri di lettura oggettivi e quindi di individuare l’abuso realmente avvenuto e incorrere meno nel rischio di vedere abusi anche là dove non ci sono. Pericolo quest’ultimo che si verifica più frequentemente quando l’attenzione mediatica su questo tema diventa pressante». I magistrati e coloro che portano avanti indagini giudiziarie hanno la necessità, peraltro prevista dalla legge, di avvalersi di professionisti esperti in psicologia infantile e giuridica che, con la loro presenza e professionalità, riducono il rischio di ulteriore traumi per il minore che ha già subito la violenza. «Lavorare sugli abusi – conclude il dottor Cattari – presenta inoltre delle difficoltà molto significative anche sul piano emozionale, proprio per il livello di coinvolgimento emotivo che le situazioni esaminate possono far scaturire nell’operatore che, a qualsiasi titolo, si occupa del caso. Il rischio di non essere sereni nel giudicare il caso è elevato, questo rappresenta un problema che deve pertanto essere affrontato attraverso la consulenza di specialisti del settore».
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