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Mauro Pili 25 luglio 2016
L'opinione di Mauro Pili
86mila passeggeri persi, la disfatta di una Regione


I dati sono da tsunami: la Sardegna ha perso nei primi sei mesi 86.443 passeggeri. Un disastro che mette la triste bandiera della disfatta negli aeroporti di Alghero e di Cagliari. Dati incontrovertibili, nonostante cenni positivi da Olbia, a testimoniare che non è venuta meno l’attrazione della Sardegna ma ad avere le responsabilità diretta del tracollo è proprio la politica regionale che con l’attacco alle low cost ha messo in ginocchio gli aeroporti della Riviera del Corallo e del Sud Sardegna. I dati di Assaeroporti appena pubblicati sul traffico aereo per i primi sei mesi dell'anno negli aeroporti italiani sono eloquenti la Sardegna perde su tutti. Guardando i dati dei passeggeri internazionali, i risultati della Sardegna sono catastrofici. La disfatta degli aeroporti sardi è segnata da percentuali devastanti sul semestre appena passato: Alghero ha perso il 37,7 di passeggeri internazionali mentre Cagliari segna un meno 23%.

E nessuno tenti di parlare di trend o qualcos’altro. Il disastro è mirato ai due aeroporti sardi, su scala nazionale, infatti, i competitor diretti Sicilia e Puglia sbaragliano con incrementi che lasciano indietro gli aeroporti sardi di due o tre volte. La concorrente isola, la Sicilia segna un incremento del 18.4% che se raffrontato con Cagliari e Alghero da l’idea del disastro compiuto. La Puglia, altro concorrente diretto della Sardegna, segna un segno positivo del 9,7% con 110.000 passeggeri in più. Sono proprio questi dati a segnare in modo incontrovertibile la responsabilità politica della giunta regionale e di una compagine di governo non solo inadeguata ma gravemente dannosa per l’intera Sardegna e il suo sviluppo.

Tutto questo conferma che poco c’entrano, seppur deleterie, le tasse d’imbarco imposte su scala nazionale e niente ha inciso la congiuntura internazionale legata agli eventi terroristici. A segnare il disastro è proprio la evastante azione sui trasporti messa in campo da Pigliaru & Deiana, una compagine che ha saputo concentrare sui trasporti sardi ogni genere di nefasta scelta in grado in così poco tempo di far franare un’intera economia. Per la Sardegna è un vero e proprio tracollo internazionale, con dati drammatici su Cagliari, disastrosi su Alghero. A chi pensava che il tracollo avrebbe toccato solo Alghero si deve ricredere. Per la capitale della Sardegna il dato sui passeggeri internazionali è allarme rosso. I dati sui passeggeri provenienti da scali internazionali elaborati dagli scali segnano per la Sardegna un disastro storico senza precedenti. Consuntivi che si stava cercando di divulgare solo con dati edulcorati su scala generale per celare un vero e proprio tsunami che si è abbattuto sulla Sardegna.

Dati che, come denunciai qualche mese fa nel silenzio generale, fanno segnare il tracollo del turismo e soprattutto mettono le basi per un disastro senza fine nei collegamenti aerei. Il dato di Cagliari, proprio per il bacino d’utenza, è di per se in termini assoluti il più rilevante considerato che Cagliari da sola rispetto ad a Giugno dello scorso anno ha perso il 23% dei passeggeri internazionali, mentre Alghero rispetto ad giugno 2015 il 37,7%. Tutto questo quando gran parte degli aeroporti nazionali guadagnano anche cifre considerevoli di traffico internazionale. Il fallimento è ancora più evidente se si guarda all'Aeroporto di Olbia che segna un più 17% (+25.023). Dove non hanno potuto metter mano non solo il disastro non c’è stato ma segna un virtuoso incremento ( anche se solo preestivo) legato a charter e non solo. E ad Olbia si evidenzia che i mercati verso la sardegna sono comunque potenzialmente ben disposti, basti vedere i trend di crescita: Francia (+25%), l’Inghilterra (+27%), la Germania (+11%), la Svizzera (+13%) e l’Olanda (+73%). Dunque il dolo è tutto nell’incapacità del governo regionale che ha distrutto non solo un sistema economico ma che ha minato alla radice uno dei punti chiave per lo sviluppo, quello dei trasporti”.

E’ il dato più eloquente di un fallimento della politica dei trasporti senza alcun tipo di giustificazione e che merita una risposta politica immediata senza ulteriori ritardi. La giunta regionale – sostiene Pili - è responsabile di questo disastro assoluto che non consente vie di fuga. Pigliaru e Deiana sono responsabili di questo tracollo, bene farebbero, se avessero un minimo di onestà intellettuale, a trarne le conseguenze. Oggi più che mai sono una calamità per la Sardegna. Aver gestito con una maldestra superficialità è un fatto doloso, grave e non più tollerabile. Aver fatto perdere all’Isola decine di migliaia di passeggeri, decine di scali e aerei segna un fatto grave e inaudito sul quale non si può soprassedere. Ci sono responsabilità politiche, amministrative chiare ed evidenti e chi ha sbagliato deve pagare. Non si può restare impuniti dinanzi a questi dati. Si tratta di dati eloquenti che non si possono ne manipolare ne occultare. Il raffronto tra il 2015 e il 2016 per i passeggeri internazionali è la misurazione più eloquente del fallimento. Se un governo regionale si rende artefice di tale disastro in qualsiasi contesto ne trarrebbe immediatamente le conseguenze. Aver continuato a giocare con il fuoco sino a far andar via Ryanair e le compagnie low cost in genere ha significato favorire il monopolio di Alitalia.

*Deputato Unidos
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