E’ uno sport non eccessivamente costoso, ma che neccesita di spazi, di mare e soprattutto di vento
Il Kitesurfing, la nuova eccitante disciplina sportiva, ibrido tra aquilonismo da trazione e surf, letteralmente esploso la scorsa estate sulle spiagge di Maui alle Hawaii che sta dilagando in tutto il mondo, ha trovato suoi estimatori anche nella nostra città. E' un felice connubio di aquilonismo, sci nautico, surf, windsurf. In sostituzione della tradizionale vela, utilizza la potenza sviluppata da aquiloni manovrabili a due o quattro cavi; alla incredibile capacità di traino, paragonabile a quella di un potente motoscafo, l'aquilone aggiunge anche la trazione verticale, permettendo agli atleti salti fino ad ora inimmaginabi.
Peter Lynn è l'ingegnere neozelandese, padre dell'aquilonismo da trazione moderno. Non appena ad Alghero soffia il Maestrale o il Libeccio, decine di giovani si trovano sulla spiaggia a sfidare la forza del mare e del vento per ingaggiare una lotta contro agenti atmosferici che generano”adrenalina pura”.
Moltissimi appassionati di sport acquatici si sono avvicinati al Kitesurfing scoprendone immediatamente l'enorme fascino, partendo dal windsurf. A differenza di una vela da windsurf, l'uso dell'aquilone consente di prendere vento in quota dove è generalmente più teso e meno turbolento, il che permette maggiore trazione a parità di superficie e con vento minore. Inoltre l'aquilone ha una forte componente ascendente che consente salti e acrobazie, anche con poco vento e senza la presenza delle onde fino ad ora indispensabili.
Imparare a controllare un aquilone da trazione richiede una certa pratica in quanto l'aquilone sviluppa più potenza di quanto un inesperto potrebbe immaginare: è quindi opportuno iniziare con una vela di taglia ridotta, in condizioni di vento teso e leggero, per poi passare a dimensioni maggiori.
In ogni caso è auspicabile la nascita di scuole, così come successe per il windsurf, per poter praticare il Kitesurfing in assoluta sicurezza.
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