Rinviata di tre settimane l´approvazione dell´importante documento che riguarda il comparto sanitario della Asl di Sassari
SASSARI - Altri venti giorni. Tutto il tempo possibile per legge, in pratica, e tutto quello necessario per «Incidere in maniera significativa su un piano ambizioso e ricco di elementi condivisibili, ma che nella sua stesura finale dovrà tenere in maggior considerazione le esigenze di cui ci facciamo portatori». L’approvazione del programma sanitario 2007-2009 dell’Asl di Sassari da parte della conferenza dei distretti sanitari slitta ai primi di marzo. La fumata grigia dal conclave presieduto da Alessandra Giudici e composto dalle fasce tricolori del nord-ovest Sardegna è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, dopo un dibattito piuttosto serrato, andato avanti per quasi quattro ore. Non è una bocciatura, perché «nessuno mette in discussione l’ottimo lavoro dell’attuale direttore generale e i buoni propositi elencati nel documento che ci ha presentato lasciano ben sperare», dicono i sindaci con toni e accenti critici diversi. E d’altronde lo stesso manager Asl, Bruno Zanaroli, non si tira indietro al confronto e si presenta all’assemblea confermando che «questo strumento è migliorabile solo col contributo dei sindaci, nessuno pensa di avere la verità in tasca, il documento che propongo è un punto di partenza». Che tra i paletti imposti dalle politiche sanitarie regionali e le esigenze di cassa dell’azienda difficilmente potrà essere stravolto, ma modificato sì. Lo chiedono a gran voce, il presidente della Provincia e i sindaci. Un po’ per una questione di metodo – perché vogliono avere voce in capitolo in un settore, quello sanitario, in cui hanno responsabilità specifiche, sia sul piano politico-amministrativo che su quello morale e penale – e un po’ per i contenuti del documento firmato da Zanaroli, al quale le aree più periferiche continuano a chiedere più attenzione e le zone che ospitano la maggior parte dei servizi di stare bene attenti, nell’accorparli, a non creare disagi e a non far ricadere sulle tasche degli utenti i benefici di una politica votata al risanamento dei bilanci aziendali. E alla fine passa la proposta del presidente della conferenza dei distretti. «I sindaci e i responsabili di distretto hanno una settimana di tempo per inviare alla Provincia le proprie osservazioni, io mi farò carico di trasformarle in un unico documento che sottoporremo all’analisi di Zanaroli per le sue contro-osservazioni - propone Alessandra Giudici all’assemblea (che approva all’unanimità) - Ma per evitare che tutto ciò si trasformi in un semplice esercizio di apparente democrazia partecipata in materia di politiche sanitarie locali – conclude il presidente della Provincia – occorrerà che le richieste del territorio, salvo esigenze che ci verranno spiegate, dovranno essere accolte in larga parte».
Nella foto: Alessandra Giudici, presidente della Provincia
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