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A.B.
10 febbraio 2007
Caso Nuvoli: interviene l´onorevole Caligaris
Il consigliere regionale dello Sdi, Maria Grazia Caligaris, dichiara: «Il rispetto per chi soffre è il primo dovere istituzionale»

CAGLIARI - «Ho appreso che la conferenza dei capigruppo ha deciso di mettere all’ordine del giorno dei lavori dell’Aula la mozione sull’accanimento terapeutico dopo la Statutaria. Mi congratulo per il tempismo e per il grande senso di umanità e disponibilità per un argomento che è stato sollevato con un ordine del giorno fin dal 21 dicembre. E’ evidente che il caso di Giovanni Nuvoli, da 6 anni affetto da sclerosi laterale amiotrofica, e quello di tanti altri cittadini sardi che soffrono l’accanimento terapeutico e non vogliono continuare a subirlo, possono aspettare». Inizia con un misto di sarcasmo e rassegnazione la dichiarazione del consigliere regionale Maria Grazia Caligaris, intrevenuta sul caso Nuvoli. E prosegue: «Le riforme non possono avere pause neanche per un documento di sprone al Parlamento nazionale affinché legiferi al più presto o per un segnale forte di solidarietà». La Caligaris è la prima firmataria di una mozione sottoscritta da altri 33 consiglieri del centrosinistra, e dai capigruppo di DS, Progetto Sardegna, Rifondazione Comunista e Fas, e ricorda di aver sollecitato più volte in Aula la messa all’ordine del giorno urgente della mozione, rinunciando all’illustrazione e al dibattito, pur di vederla accolta subito. «Mi domando – ha aggiunto la consigliera socialista con la consueta garbata ironia – quali conseguenze drammatiche potrebbe avere sospendere per qualche ora il dibattito sulla legge statutaria e mi chiedo se la sofferenza delle persone affette da mali incurabili e dai loro familiari possano lasciare indifferente l’assemblea del popolo sardo. E’ vero che l’aula di via Roma non ha alcun potere di legiferare, ma è anche vero che poteva essere percorsa qualunque strada per evitare di rimandare un appuntamento già scaduto. Ho paura che il sacro furore di approvare la legge statutaria in tempi ristrettissimi e senza interruzioni – ha concluso la Caligaris – stia facendo perdere di vista un tratto essenziale della politica, quello umano. Ci si sta dimenticando troppo spesso che le istituzioni esistono per dare risposte ai bisogni dei cittadini e non viceversa. E questo a maggior ragione se chi chiede è in una condizione di estrema debolezza e non è in grado di appellarsi neppure alla Costituzione. La spettacolarizzazione a cui troppo spesso sono costrette le persone non giova alle istituzioni perché evidenzia, se non ce ne fosse ancora sufficiente coscienza, l’inadeguatezza del loro ruolo».
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