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A.B. 30 gennaio 2016
A Cagliari, Sardegna chiama Europa
«L´Europa è sicuramente protagonista dello sviluppo sia delle città metropolitane che delle Regioni. Ma non è un bancomat», ha dichiarato l´europarlamentare del Ppe Lorenzo Cesa, durante il convegno tenutosi a Cagliari


CAGLIARI - «L'Europa è sicuramente protagonista dello sviluppo sia delle città metropolitane che delle Regioni. Ma non è un bancomat. Non è possibile che si continui con un uso discrezionale dei fondi, che ci sono e sono anche molti. Si perde l'occasione di fare delle grandi opere, perchè spesso si parcellizzano troppo e si disperdono in mille rivoli, lasciando alla discrezionalità della politica di turno il compito di favorire programmi che non danno sviluppo e occupazione». Lo ha detto Lorenzo Cesa nel corso del suo intervento al convegno Sardegna Chiama Europa, svoltosi a Cagliari. I lavori sono stati aperti Federico Ibba, coordinatore del Centro Studi Sardegna Chiama Europa. «Cagliari è diventata città metropolitana - ha sottolineato Ibba - Una bella sfida ed una grande responsabilità per la politica e per i futuri amministratori. I bandi europei saranno un'occasione da sfruttare per dare nuovo lustro alla città, per costruire le grandi infrastrutture affinché Cagliari ritorni ad essere centro propulsore di tutta l'economia isolana e si affermi come capitale del Mediterraneo. E' giusto che diventino una risorsa, grazie ai fondi europei l'Autority per il Poetto, con la realizzazione di un sotto passaggio auto in via Roma. Bruxelles premia i grandi progetti e le grandi infrastrutture. Quelle che portano opportunità di sviluppo e nuova occupazione. Ma sono contrario – ha chiuso il coordinatore - alla parcellizzazione delle misure finanziamenti europei che creano solo clientelismo e non sviluppo duraturo».

«Qualità. Questa è la nuova parola d'ordine». Per Cesa è necessario che in futuro si istituisca una sportello d'informazione per far sapere subito tutte le opportunità che l'Europa fornisce. «Mi auguro – ha detto ancora - che si faccia una riflessione seria nel riordino degli Enti Locali. Aggiungiamo confusione a confusione. Per questa Regione, questa comunità e per questa nuova l'Area Metropolitana di Cagliari, l'Europa diventa fondamentale. Ci sono miliardi di euro a disposizione, ma dobbiamo diventare bravi a sfruttare tutte le opportunità offerte. Noi italiani spesso ci dimentichiamo o facciamo male i progetti. Cosa che non fanno altri Paesi europei come la Spagna o la Polonia, che sfruttano al meglio tutte le possibilità. C'è una grande attenzione in Europa per andare avanti ed affrontare le sfide, non ultima quella dell'emigrazione. Recentemente si è fatto un calcolo che vede quasi un nuovo Stato, composto da ben 32milioni di disoccupati in Europa. Questo non è consentito. I singoli Paesi non possono farlo singolarmente, ma l'Europa nel suo complesso si. E bisogna agire subito».

«Le risorse per la Sardegna ci sono sino al 2020. Oltre un miliardo di euro che devono esere utilizzati. La Regione Sardegna – ha continuato Cesa - deve supportare sia le piccole amministrazioni che l'area Metropolitana nel formulare e progettare al meglio. Servono tecnici preparati che aiutino l'elaborazione delle idee e dei progetti. Risorse davvero utili per dare occupazione e non per finaziare solo Sagre di paese o piccole iniziative di bottega». Manuela Conte, dell'Ufficio comunicazione Ppe ed esperta di progettazione europea, ha rilanciato l'assoluta necessità che «gli amministratori locali seguano progetti per andare incontro alle reali esigenze dei territori. Manca troppo spesso una programmazione reale che Bruxelles. Richiede inderogabilmente», ha concluso.

Nella foto: l'europarlamentare Ppe Lorenzo Cesa
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