E´ cominciata oggi pomeriggio a Cagliari la discussione finale del Piano sanitario regionale. Si sostuirà al precedente Piano approvato nel lontano 1985. Nella programmazione consentirà di adeguare la Regione agli standard nazionali previsti dalla normativa e di tenere sotto controllo la spesa sanitaria
CAGLIARI – Tra gli obiettivi fondamentali la prevenzione, la cura e la riabilitazione del servizio sanitario regionale nel rispetto del Piano sanitario nazionale; individua le priorità di carattere generale, i criteri di organizzazione dei servizi e dei presidi, i livelli minimi di assistenza sanitaria garantiti su tutto il territorio regionale, i criteri generali per il bacino di utenza, la localizzazione, gli standard strutturali e di personale dei distretti sanitari. Previsti i nuovi ospedali di Cagliari e Sassari, la chiusura di Is Mirrionis e dell´Ospedale marino, sempre a Cagliari, nuove strutture ad Alghero, nel Nuorese, e l´apliamento dell´ospedale di Olbia. Di competenza del Piano anche l´individuazione delle risorse e la loro ripartizione tra aziende Usl e aziende ospedaliere, nonché gli indirizzi generali per l´integrazione dei servizi sanitari e di quelli socio-assistenziali, gli indirizzi generali per la stipula di convenzioni con le organizzazioni di volontariato e quelli per la formazione. «Il piano - ha detto l´assessore regionale alla Sanità, Nerina Dirindin - finalmente consente a questa regione di riqualificare il sistema sulla base di priorità e di regole condivise e di superare ritardi ultra decennali e nella programmazione ci consente di adeguarci agli standard nazionali previsti dalla normativa e di evitare penalizzazioni».
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