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4 dicembre 2006
«Ospedale unico soluzione ai problemi»
Secondo Masia, Bruno e Lai, della Commissione Sanità Regione Sardegna, le criticità logistiche ed organizzative che nascono dalla separazione tra gli ospedali Civile e Marino, sottraggono risorse importanti che potrebbero essere utilizzate per garantire l’eccellenza nei servizi, nelle attrezzature e nell’assistenza, in tutte le specialità

ALGHERO - Lo stato attuale dell’ortopedia, uguale a quello di ieri, può essere migliorato eliminando la criticità causata dalla separazione e dalla distanza dell’Ospedale Marino dall’Ospedale Civile. Il numero totale degli addetti alle sale operatorie, e degli anestesisti, di entrambi gli ospedali sarebbe, infatti, più che sufficiente per garantire non solo l’attività chirurgica di tutte le specialità (ortopedia,chirurgia generale, urologia, otorino, oculistica, ginecologia) ma potrebbe assicurare, anche, la terapia intensiva post operatoria, purtroppo ancora inesistente. Lo stesso numero di personale diviso in due equipe, che operano in ospedali distanti 700 metri l’uno dall’altro, risulta sufficiente a garantire la funzionalità sia al Marino che al Civile in periodi normali, senza, però, quel margine di flessibilità che consentirebbe di far fronte a contemporanee assenze impreviste del personale. A sostenerlo sono Pierangelo Masia, Mario Bruno e Silvio Lai, della Commissione Sanità Regione Sardegna, secondo i quali le criticità logistiche ed organizzative che nascono dalla separazione tra i due ospedali sottraggono risorse importanti che potrebbero essere utilizzate per garantire l’eccellenza nei servizi, nelle attrezzature e nell’assistenza, in tutte le specialità. Per eliminare queste criticità la Commissione Sanità del Consiglio Regionale ha deliberato, appunto, di accorpare in un´unica struttura sia il SS.Trinità e l’Ospedale Marino a Cagliari sia l’Ospedale Civile e l’Ospedale Marino ad Alghero. L’obiettivo della Regione è quello di assicurare ai cittadini servizi migliori la cui spesa sarà ripagata, nel tempo, dai risparmi generati da una gestione più efficiente dei costi e più efficace nei risultati sanitari. E’ necessario, perciò, secondo Masia, Bruno e Lai, sostenere la previsione del Piano Sanitario Regionale di una nuova struttura ospedaliera quale soluzione definitiva anche ai problemi dell’ortopedia, che oggi si sono manifestati in sala operatoria, ma che sono incombenti in tutti i reparti del Marino, a causa dell’impossibilità di garantire servizi separati, veri e propri doppioni del Civile, con personale sufficiente solo per l’assistenza ai degenti, peraltro in quantità maggiore ad Alghero rispetto alle altre ortopedie aziendali di Sassari e di Ozieri.
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