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Red 27 aprile 2019
Ieri mattina, nella Club house societaria, il coach del Banco di Sardegna Dinamo Sassari Gianmarco Pozzecco ha incontrato la stampa in vista della sfida di domani, domenica 28 aprile, contro la Leonessa Brescia
La Dinamo vuole domare la Leonessa


SASSARI – Ieri mattina (sabato), nella Club house societaria, il coach del Banco di Sardegna Dinamo Sassari Gianmarco Pozzecco ha incontrato la stampa in vista della sfida di domani, domenica 28 aprile, contro la Leonessa Brescia. Dopo il “primo tempo” delle Finals di Fiba Europe cup vinto mercoledì, i suoi ragazzi si concentrano sul campionato, con la sfida valida per la 13esima giornata di ritorno: appuntamento alle 18, al PalaSerradimigni.

«Nella pallacanestro italiana, negli ultimi quindici anni, non ricordo pivot dominanti dal punto di vista fisico, ci siamo abituati a giocare con quattro o addirittura cinque piccoli e non è semplice per la terna arbitrale arbitrare una partita dove c’è un giocatore dominante come il nostro Jack Cooley. Questo è discriminante per il giocatore e vorrei poterlo proteggere di più. Sia chiaro, non mi lamento dell’arbitraggio, come ho già avuto modo di dire il livello arbitrale è cresciuto molto in questi anni e ne sono contento. Mi dispiace che, in un mondo in cui è difficile economicamente e tatticamente accaparrarsi le performance di un centro fisico, sia difficile proteggere i giocatori di questo genere. Noi abbiamo la fortuna di avere un giocatore come Cooley e credo sia un bene per la nostra pallacanestro: quando c’è Jack in campo è normale che gli avversari lo attacchino, ma c’è un limite a tutto, questa sua fisicità gli altri devono anche un po’ subirla».

Domenica arriva Brescia che si gioca l’accesso ai play-off.
«Ormai siamo abbondantemente abituati e preparati ad affrontare squadre che, chi per un motivo chi per un altro, arrivano in gas con una striscia di risultati positivi, o con un cambio in panchina o magari con un innesto che da entusiasmo. Nel caso di Brescia arriva qui in gas, con la corsa ai play-off aperta dopo aver battuto Milano e Bologna. Sulla carta, poteva essere una partita facile, invece arriveranno qui lanciati e in fiducia; non sono preoccupato, da quando sono arrivato non abbiamo mai affrontato partite facili o scontate: penso a Trento che è arrivata qui in striscia, a Bologna che ha calcato il nostro parquet dopo il cambio di allenatore o Pesaro che aveva appena inserito un innesto come Wells. Siamo consapevoli del valore dei nostri avversari, rispetteremo Brescia come abbiamo sempre fatto con gli avversari che abbiamo incontrato finora, con l’obiettivo di disputare la nostra partita, consapevoli che poi mercoledì si va in Germania a giocarci la finale a Wurzburg e poi domenica prossima saremo a Trieste».

Che avversario è la Leonessa?
«Quella di domenica sarà una partita con una squadra che è stata costruita per rispondere a determinate caratteristiche. Hanno un quattro dinamico e atletico come Beverly, sicuramente undersize, e giocano molto a zona. Brescia è una squadra di conformazione prevalentemente italiana con giocatori di grande livello come Laquintana, Vitali, Abass, Sacchetti e Zerini, ai quali aggiungono un americano del calibro di Moss. Noi dovremo essere sempre molto bravi a sfruttare i nostri lunghi, consapevoli che gli avversari si preparano a difendere sul nostro postbasso, saranno molto tattici e noi dovremo essere pronti».

La Dinamo sembra essersi trasformata rispetto alle prime partite dal suo avvento in panchina.
«Da poco, ho riguardato la partita con Cremona, la prima che ho allenato in campionato, e ho visto una bella differenza; i ragazzi sono molto più concreti ed efficaci in attacco. Hanno grande confidenza e credo che la partita contro Wurzburg sia stata ad alto tasso di agonismo senza che questo abbia tolto sotto il profilo della tecnica e della tattica. Abbiamo dodici risultati utili, quindi giochiamo con grande fiducia ed è normale che sia così, è una striscia che nel mondo dello sport non è comune. Non è facile per me tenere alto il livello di concentrazione: vincendo cresce il livello di responsabilità, ma anche la presunzione da parte di tutti, dobbiamo essere bravi a restare concentrati, renderci conto che stiamo vivendo una favola bellissima. Non sono preoccupato nel caso di sconfitta: non ci sarebbero drammi, ma non prendiamo in considerazione questa ipotesi. Lavoriamo con fiducia soprattutto in difesa: siamo un po’ scesi di qualche decimo e secondo me abbiamo dei margini di crescita sotto questo aspetto, impegnandoci di più nell’aiutarci».

Nella foto: coach Gianmarco Pozzecco
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