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Red 4 gennaio 2019
Martedì mattina, nella sala conferenze del T Hotel di Cagliari, il noto giornalista ed il sindaco Renzo Ibba presentano in anteprima il Tempio nuragico di Morgongiori, in esclusiva televisiva nazionale su Rete4
Archeologia: Roberto Giacobbo a Morgongiori


ORISTANO - Martedì 8 gennaio, alle 10.30, nella sala conferenze del T Hotel, in Via dei Giudicati 66, a Cagliari, Roberto Giacobbo, conduttore ed ideatore del programma televisivo “Freedom-oltre il confine”, in onda su Rete4, ed il sindaco di Morgongiori Renzo Ibba presenteranno, in anteprima, il modello virtuale di un tempio ipogeico dedicato al culto dell’acqua, risalente al periodo nuragico sito a Morgongiori, in provincia di Oristano, chiamato Sa Scaba ‘e Cresia. Il monumento nuragico, ancora sconosciuto al grande pubblico, sarà il protagonista della puntata di giovedì 10, durante la quale Giacobbo svelerà, in esclusiva nazionale, le caratteristiche di questo sito e racconterà la sua incredibile esperienza nel cuore della terra di Sardegna.

Nei primi giorni di ottobre 2018, infatti, il conduttore e la sua troupe hanno girato lo speciale dedicato a Sa Scaba ‘e Cresia, calandosi, assistiti da un gruppo speleo, per la prima volta nella storia, con le telecamere televisive dentro al pozzo sacro di Morgongiori. Il tempio, fra i più grandi di qualunque altro tempio dell’acqua presente nell’Isola e forse in tutto il Mediterraneo, è composto da tre rampe di scale e venne edificato circa 3200 anni fa dentro la naturale frattura di una montagna.

Attualmente, il terreno accumulato a causa di una frana occlude l’area di ingresso, per cui l’accesso all’antico sito archeologico è possibile solo grazie all’intervento di esperti speleologi. Al termine della conferenza stampa, Ibba consegnerà ai rappresentanti della Soprintendenza dei Beni culturali di Cagliari e di Oristano il modello virtuale su base gis tridimensionale del tempio, inserito in una piattaforma nazionale, risultato di una campagna di rilievo mediante scansioni laser 3d, affinché questi materiali documentali possano essere utilizzati per un esame più approfondito del sito e per uno studio di fattibilità finalizzato all’apertura al pubblico del monumento.

Nella foto: Roberto Giacobbo
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