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Red 19 novembre 2019
Presentata ieri mattina la Stagione de La Grande Prosa e Danza 2019-2020 organizzata dal Circuito multidisciplinare dello spettacolo in Sardegna, in programma da dicembre ad aprile sul palco del Teatro Comunale
Cedac a Sassari: presentata la nuova Stagione


SASSARI - Storie di vampiri e fiabe gotiche, brillanti commedie ed affascinanti coreografie, tra classici del Novecento ed intriganti racconti in musica, sono i temi portanti della Stagione de La grande prosa e danza 2019-2020 organizzata dal Cedac/Circuito multidisciplinare dello spettacolo in Sardegna, al Teatro Comunale di Sassari, con il patrocinio ed il sostegno del Comune di Sassari, della Regione autonoma della Sardegna e del Mibact, con il contributo della Fondazione di Sardegna. Tredici titoli in cartellone, da dicembre ad aprile, per un viaggio nei labirinti della mente e del cuore umano con i grandi protagonisti della scena: Umberto Orsini, Giuseppe Pambieri con Paola Quattrini, Cochi Ponzoni ed Erica Blanc, Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio, Mariangela D'Abbraccio e Daniele Pecci, Romina Mondello e Fabio Sartor, accanto ai danzatori Anbeta Toromani ed Alessandro Macario, alla conduttrice e giornalista Paola Maugeri ed al “poeta della tromba” Paolo Fresu per un omaggio a Chet Baker.

Una Stagione avvincente, che si aprirà con le tenebrose atmosfere di “Dracula”, il capolavoro di Bram Stoker, nella mise en scène firmata da Rubini, anche protagonista con Lo Cascio. Si proseguirà con un ritratto d'artista in “Tempo di Chet. La versione di Chet Baker” di Leo Muscato e Laura Perini, che affidano all'arte di Fresu il compito di far rivivere il mito del musicista geniale e “maledetto”. Un formidabile poker di attori (Pambieri con Quattrini, Ponzoni e Blanc) per “Quartet”, di Ronald Harwood (da cui Dustin Hoffman ha tratto l'omonimo film), divertente commedia su quattro celebri cantanti d'opera ritiratisi dalle scena, impegnati in un recital verdiano... in una casa di riposo. Quattro fratelli a confronto ne “La casa di famiglia”, di Augusto Fornari (che firma anche la regia) e di Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli, tra nodi irrisolti ed interessi differenti, in cui la prospettiva di una vendita riapre antiche ferite e risveglia sopiti rancori. Alessandro Gassmann firma la regia e le scene di “Fronte del porto”, di Budd Schulberg, nell'inedita versione partenopea di Enrico Ianniello, con Daniele Russo nel ruolo del protagonista (interpretato nel 1954 da Marlon Brando nel film pluripremiato di Elia Kazan), sul conflitto tra la criminalità organizzata ed i lavoratori in lotta per i propri diritti.

Cronache di musica tra incontri indimenticabili con “Rock & resilienza”, con Maugeri diretta da Emilio Russo, mentre D'Abbraccio e Pecci saranno i protagonisti di “Un tram che si chiama desiderio”, di Tennessee Williams, per la regia di Pier Luigi Pizzi: una fotografia dell'America puritana tra torbide passioni e segreti inconfessabili. Tra apparizioni di fantasmi e morti misteriose, “Giro di vite”, con drammaturgia e regia di Giancarlo Marinelli e con Mondello e Sartor, s'interroga sulle strane presenze che aleggiano intorno al mondo dei vivi, angeli o demoni, “custodi delle nostre tenebre individuali”. Infine, “Il costruttore Solness”, di Henrik Ibsen, nella versione di Alessandro Serra (il regista del “Macbettu” e di un'immaginifica versione de “Il giardino dei ciliegi” di Čechov) con Orsini nella parte del protagonista, un ricco e potente imprenditore alle prese con il suo passato e con la tentazione di un'ultima avventura tra eros e thanatos.

La Stagione di Danza si aprirà con “Coppélia”, di Amedeo Amodio, da “Der Sandmann” di E.T.A. Hoffmann, con Toromani, Macario e i Solisti ed il Corpo di ballo della Compagnia di Daniele Cipriani: una favola nera in cui gioca un ruolo cruciale la bambola meccanica tra ricerche alchemiche e follia. Il Ballet du Grand théâtre de Genève metterà in scena i “Carmina Burana”, con musiche di Carl Orff e coreografia di Claude Brumachon: un'opera di potente suggestione sulle note della celebre Cantata tra potenza espressiva e sensualità dei corpi, per un affresco di varia umanità. Un'inedita “Cenerentola”, con regia e coreografia di Jiři Bubenicek, per il Nuovo balletto di Toscana, in coproduzione con il Maggio musicale fiorentino: storia di una fanciulla coraggiosa e d'animo gentile, che si reca al ballo con l'idea di divertirsi, ignara del prossimo incontro con il principe che cambierà il suo destino. Infine “My ladies rock”, del coreografo francese Jean-Claude Gallotta, pioniere della “nouvelle danse”, per un omaggio alle artiste che hanno rivoluzionato la storia della musica del Novecento (da Aretha Franklin a Nico, Laurie Anderson, Janis Joplin, Joan Baez, fino a Nina Hagen, ed ancora Patti Smith, Tina Turner e Marianne Faithfull) e hanno lottato contro i pregiudizi e riaffermato il diritto di seguire le proprie inclinazioni, in un racconto per quadri che rappresenta un inno alla libertà.

Nella foto: un momento della presentazione
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