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Mariangela Pala 7 novembre 2019
Il Partito sardo d’Azione impegnato nella ricerca di alleanze per costruire la coalizione capace di vincere le prossime amministrative del 2020, prepara un primo menù di proposte
Porto Torres verso le comunali: il piano del Psd´az


PORTO TORRES - Deve essere ancora fissata la data delle comunali del 2020, ma a Porto Torres alcuni partiti escono già allo scoperto. Si cerca un confronto sui temi più importanti della città sui quali disegnare un modello di sviluppo. Il Partito sardo d’Azione impegnato nella ricerca di alleanze per costruire la coalizione capace di vincere le prossime amministrative del 2020, prepara un primo menù di proposte, con alla base dell’accordo programmatico una rivalutazione della fascia costiera, «una nuova visione di water front, sia dell’area prospiciente il porto industriale che quella che parte dalla Torre Aragonese, con nuovi progetti sul decoro urbano, e quartieri che non possono più sentirsi un peso ma una risorsa», sottolinea il segretario cittadino Psd'az, Ilaria Faedda.

Ancora sconosciuta la figura del prossimo candidato sindaco, su cui si giocano le future alleanze, e resta difficile fare previsioni. Il partito dei Quattro Mori, intende però segnare la strada della discontinuità rispetto al governo cittadino pentastellato che finirà il suo mandato il prossimo mese di giugno. «È palpabile in città il desiderio di lasciarsi alle spalle l’esperienza fallimentare del governo 5 stelle, che ha brillato solo per incompetenza, incapacitàa mministrativa, presunzione, arroganza, assenza di progettualità e mancata spendita delle risorse a disposizione», aggiungono i sardisti.

«La nostra piattaforma dovrà essere alla base di un accordo politico-programmatico che poi porti i sottoscrittori a ragionare sulla figura del sindaco ideale – dichiara Faedda – una personalità che nella veste di garante del progetto, possa guidare un‘intera compagine nel difficile compito di restituire fiducia e speranza ai cittadini di questa meravigliosa città». Sul piatto delle trattative anche un rapporto diverso con le multinazionali che operano nel territorio, «mai più subalternità o condizionamenti – aggiunge Faedda - una nuova politica sulle attività produttive, quali pesca, commercio e artigianato, e un rapporto con la soprintendenza archeologica finalizzato a mettere a reddito l’immenso patrimonio archeologico Turritano, con un recupero della sovranità territoriale in ambito portuale, industriale e sul Parco dell’Asinara, senza trascurare una politica di Area Vasta che metta al centro del confronto le peculiarità straordinarie della nostra città».
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