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Red 6 novembre 2019
Si è presentata in musica, con la celeberrima ouverture e le arie d’opera cantate dal vivo dai protagonisti, l´opera di Gioachino Rossini, che venerdì e domenica andrà in scena al Teatro Comunale di Sassari. A fare da teatro, stavolta, è stata l’aula magna dello storico Liceo
La Cenerentola in musica: pieni voti all´Azuni


SASSARI - Si è presentata in musica, con la celeberrima ouverture e le arie d’opera cantate dal vivo dai protagonisti, “La Cenerentola” di Gioachino Rossini, che venerdì 8 e domenica 10 andrà in scena al Teatro Comunale di Sassari. A fare da teatro, stavolta, è stata l’aula magna dello storico Liceo “Azuni”, con il pubblico composto in larga parte dagli studenti delle scuole cittadine. Accompagnati al pianoforte, alcuni dei cantanti del cast hanno offerto alcuni brani dell’opera: il duetto delle sorellastre Tisbe e Clorinda (interpretate dalle cagliaritane Martina Serra e Francesca Pusceddu) e l’aria di Dandini (impersonato dal costaricano William Hernández). E poi, la celebre ouverture che apre l’opera: un capolavoro del “delirio organizzato”, come ha spiegato il direttore d’orchestra Jacopo Rivani, che ha offerto ai presenti una vera e propria lezione sulla tecnica del compositore pesarese, dai famosi “crescendo” alle finezze dei canoni così presenti nelle opere di Rossini ed in questa in particolare.

Ad introdurre l’incontro, dopo i saluti del presidente dell’Ente concerti Alessandro Bisail e del rappresentante del Liceo ospitante Giampiero Farena, è stata la musicologa Paola Cossu. Storia e curiosità della Cenerentola hanno fatto da contrappunto alla musica di un’opera che manca da Sassari da dieci anni e torna con l’allestimento curato dal Circuito lombardo firmato dal regista Arturo Cirillo. Si tratta, è stato detto, di un “dramma giocoso”, non di una farsa: Antonio Ligas, che riprende la regia per le due date sassaresi, ha sottolineato che non tutto ciò che si vede in scena “fa ridere”: ci sono anzi diverse linee amare nelle due ore e mezza di trama, che si è cercato di far risaltare. Questa regia, ha detto, offre due vantaggi: da un lato, come nella classica tradizione della fiaba di Cenerentola, da la possibilità di sognare; dall’altro, fa riflettere senza invadere il piano musicale. Sulla stessa linea lo scenografo Dario Gessati, che ha ricreato in maniera originale l’ambientazione descritta dal libretto di Jacopo Ferretti, in cui si muovono i personaggi della vicenda: Angelina, sotto il nome di Cenerentola (in scena Aya Wakizono), vive nel palazzo del patrigno Don Magnifico (Fabio Maria Capitanucci) con le sorellastre Tisbe e Clorinda, che la trattano da serva. La storia, che ricalca quasi totalmente la celebre fiaba di Perrault, vedrà l’intervento risolutore del saggio Alidoro (Alessandro Spina) ed il trionfo della bontà, che culminerà con il perdono della protagonista, divenuta sposa felice del principe Don Ramiro (Leonardo Ferrando), accompagnato dallo scudiero Dandini e dal coro dei cortigiani formato dalla Corale “Canepa”.

In mezzo, una serie di equivoci e trovate (esaltati dai costumi di Vanessa Sannino e dal disegno luci di Tony Grandi), che dal lontano 1817, anno del debutto al Teatro Valle di Roma, sono arrivati intatti ed efficaci fino ad oggi. L’opera andrà in scena oggi (mercoledì), alle 17.30, nella tradizionale “Anteprima giovani” dedicata alle scuole in un Teatro Comunale esaurito da giorni. La “prima” è in programma venerdì 8, alle 20.30, mentre la replica è prevista per domenica 10, alle 16.30.

Nella foto: Martina Serra (Tisbe) ed Aya Wakizono (Cenerentola)
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