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Red 5 ottobre 2019
Le Fiamme gialle hanno sequestrato otto immobili, quote societarie di quattordici imprese, conti correnti, investimenti in fondi in istituti di credito, tre complessi aziendali ed otto tra autoveicoli e motoveicoli, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, fino a 12,2milioni di euro
Truffano lo Stato: sequestro per 12milioni


CAGLIARI - Le Fiamme gialle hanno sequestrato otto immobili, quote societarie di quattordici imprese, conti correnti, investimenti in fondi in istituti di credito, tre complessi aziendali ed otto tra autoveicoli e motoveicoli, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, fino a concorrenza di 12,2milioni di euro, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cagliari nei confronti di sei imprenditori e due società.
L’attività scaturisce da un'investigazione di polizia economico-finanziaria, sviluppatasi per oltre un anno, che ha portato ad acquisire elementi probatori circa la realizzazione di un’articolata frode che ha consentito l’ottenimento di indebite erogazioni ed agevolazioni previdenziali in favore di imprese operanti nel settore industriale cagliaritano.

Le investigazioni dei finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Cagliari hanno individuato come autori degli illeciti un gruppo di imprenditori che, attraverso aziende amministrate da “prestanome”, ma di fatto a loro riconducibili, attraverso il sistematico ricorso al licenziamento di lavoratori dipendenti ed alla loro successiva riassunzione per il tramite di aziende collegate a quelle che avevano effettuato i licenziamenti, aggirando le disposizioni di legge in materia, hanno acquisito illecitamente sgravi contributivi ed agevolazioni economiche e fiscali, previsti dalla legge 223/1991 ed erogati dall’Inps, per un ammontare di circa 3,5milioni di euro. In aggiunta, le stesse società hanno utilizzato fatture per operazioni inesistenti per un milione di euro circa, omesso di versare l’imposta sul valore aggiunto per 3,2milioni di euro e le ritenute fiscali operate per 1,6milioni di euro.

Di fatto, le aziende, beneficiando degli sgravi contributivi e dei contributi economici non spettanti ed omettendo di versare all’Erario le imposte dovute, hanno potuto “abbattere” il costo della manodopera del personale impiegato, di fatto attuando, nel mercato di riferimento, forme di concorrenza sleale potendo offrire ai committenti prestazioni economicamente più vantaggiose rispetto a quelle di altre imprese. Due delle aziende coinvolte sono state poste sotto sequestro per violazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (la così detta “responsabilità para penale”), nei confronti delle quali è stato disposto anche il sequestro di disponibilità per 3,6milioni di euro. Le condotte penalmente rilevanti, che hanno cagionato un danno all’Inps, saranno anche oggetto di segnalazione alla Procura regionale della Corte dei conti, per l’eventuale emersione di profili di responsabilità amministrativa a carico degli imprenditori.
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