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Red 2 settembre 2019
Scatta mercoledì la quarta edizione del festival. Concerti, masterclass, presentazioni e jam session fino a domenica, con il Roberto Gatto quartet, Francesco Bearzatti, Federico Casagrande, Dario Deidda, Matteo Pastorino, Francesco Ciniglio, Danny Grissett, Elias Lapia e tanti altri
Al via il San Teodoro jazz


SAN TEODORO - Ai nastri di partenza a San Teodoro la quarta edizione del festival “San Teodoro jazz”, la manifestazione dedicata al genere di matrice afroamericana ed alle sue immediate derivazioni, ampliando da quest’anno i suoi consueti luoghi con l’aggiunta di una nuova location: i giardini di Cala Brandinchi. Da mercoledì 4 a domenica 8 settembre, sono previsti cinque giorni ricchi di concerti, masterclass, presentazioni e jam session con il quintetto del batterista Roberto Gatto, il pianista statunitense Danny Grissett, il sassofonista Francesco Bearzatti, il chitarrista Federico Casagrande, il bassista Dario Deidda, il batterista Francesco Ciniglio, il quintetto Entropy, il giovane sassofonista sardo Elias Lapia, l’hammondista Jim Solinas e tanti altri.

Nato dall’idea del suo direttore artistico, il clarinettista teodorino Matteo Pastorino (da anni trapiantato a Parigi), patrocinato e supportato con forza e convinzione dall’Assessorato comunale alla Cultura e al Turismo, il festival nelle passate edizioni ha ospitato sul suo palcoscenico alcuni tra i più importanti artisti isolani e non, come il chitarrista Paolo Angeli, i sassofonisti Gavino Murgia e Massimo Carboni, il pianista e fisarmonicista Antonello Salis, il sassofonista statunitense Logan Richardson, il contrabbassista Salvatore Maltana, il fisarmonicista Luciano Biondini ed il batterista Jarrod Cagwin, tra gli altri. L’edizione 2019 ruoterà attorno a tre parole chiave che ne hanno contraddistinto l’edizione precedente: “freschezza”, “gioventù” e “jazz”, con la precisa volontà di mettere in risalto e dare spazio ai nuovi talenti che, attraverso il contatto con i veterani del genere, potranno crescere e approfondire nuove strade espressive e di ricerca.

«Il festival, anno dopo anno, cresce e prende forma per intensità e qualità – sottolinea Pastorino – riconfermando le tre parole che ne hanno contraddistinto la precedente edizione: freschezza, gioventù e jazz. La grafica di questa edizione mostra una figura mitologica con la testa di un gallo (di Gallura) e il corpo di un batterista di jazz. La batteria, dunque, viene messa in primo piano come anima viva di questa ricchissima espressione musicale, che affonda le sue radici nella cultura africana, ancor prima di attecchire negli Stati Uniti. Il mio desiderio è quello di far scoprire alla popolazione locale, ai turisti residenti, o semplicemente alla gente di passaggio in questa perla del mediterraneo, nuova musica, nuovi musicisti e incrementare la curiosità verso l'affascinante mondo del jazz. Oltre ai consueti concerti in Piazza Gallura a San Teodoro, ci saranno, inoltre, due concerti che apriranno e chiuderanno il festival in una nuova location che si aggiunge alle nostre consuete. Saremo presenti, infatti, presso i giardini di Cala Brandinchi, meravigliose distese di verde a ridosso della spiaggia da cui prendono il nome. Tutti gli altri concerti saranno concentrati nel centro del borgo teodorino, tutti a ingresso libero. Il festival proporrà, come sua abitudine, musica di qualità, con la consueta miscela di artisti affermati e nuovi talenti isolani di assoluto valore. Dopo gli eventi in prima serata, ci saranno ogni sera dei concerti seguiti da jam session, dislocati in diversi locali del centro teodorino, con l’intento di creare un ambiente stile jazz club, luogo fertile di scambio, di contatto, colonna vertebrale del genere e dove il pubblico possa interagire e condividere l’energia dei musicisti a pochi metri di distanza. Le masterclass dei musicisti, vera e propria novità per la manifestazione, permetteranno di arricchire l’offerta anche sotto il punto di vista pedagogico».

Nella foto: il pianista statunitense Danny Grissett
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