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Red 22 luglio 2019
Sulla situazione dell´Unità operativa di Riabilitazione dell´Ospedale Marino di Alghero, il segretario provinciale del sindacato Alessandro Nasone ha scritto una lettera al direttore generale dell´Ats ed al direttore dell´Assl Sassari e, per conoscenza, all’assessore regionale alla Sanità ed al direttore generale dell´Assessorato regionale alla Sanità
«Riabilitazione, Marino al collasso»


ALGHERO - «Come ogni anno l’estate, con l’avvento delle ferie del personale medico, infermieristico, tecnico e di supporto, porta ad una riduzione del personale con conseguente sovraccarico di lavoro e una diminuzione delle attività per il paziente ed uno scadimento della qualità delle erogazioni sanitarie rese. Tutto ciò accade anche quest’anno nell’Uo di Riabilitazione dell’Ospedale Marino di Alghero, per tutto il mese di agosto si lavorerà a scartamento ridotto, diminuendo ancor di più l’appropriatezza delle cure oberando di lavoro il poco personale presente». Questa la problematica espressa dal segretario provinciale del sindacato Nursing up Alessandro Nasone in una lettera inviata al direttore generale dell'Ats ed al direttore dell'Assl Sassari e, per conoscenza, all’assessore regionale alla Sanità ed al direttore generale dell'Assessorato regionale alla Sanità.

«Una consuetudine che potrebbe essere corretta – sottolinea Nasone - se solo i dirigenti dell’Assl e Ats imparassero a programmare per tempo, evitando poi di tappare falle nel personale; falle che sono tutt’altro che improvvise, ma assolutamente prevedibili. La Riabilitazione dell’Ospedale Marino, un tempo uno dei reparti più importanti della Sardegna per quanto riguarda la riabilitazione motoria, ora invece è relegata a fanalino di coda della sanità sarda a causa proprio la carenza di personale, ma anche grazie ad un progressivo disinteressamento, negli ultimi anni, da parte della Regione e degli organi apicali dell’Assl Sassari e dell’Ats. L’Unità operativa algherese ha le potenzialità, posti letto e spazi per poter assistere pazienti complessi, ma le scelte della Regione, è stata quello di indirizzare tutta la gestione dei casi di riabilitazione più complessa verso Oristano e Cagliari. Questo accade mentre a Sassari esiste un Hub di secondo livello al quale manca un reparto di riabilitazione vero e proprio. Il Santissima Annunziata è il trauma center di riferimento del centro-nord Sardegna; tutti i casi di incidenti stradali, politraumi, ecc. afferiscono quotidianamente alla struttura sassarese, la quale, tutti i giorni, si trova a fronteggiare enormi problemi nelle dimissioni proprio di pazienti politraumatizzati che hanno assoluta necessita di iniziare il ciclo di riabilitazione e a causa della scarsità dei centri che accolgono pazienti complessi i tempi di attesa di un posto letto di riabilitazione si dilata enormemente (anche due mesi) causando danni importanti ai pazienti, ma anche alla struttura che vede cosi aumentare i propri costi a causa di ricoveri al limite dell’appropriatezza».

«I posti letto di Riabilitazione sono sempre più richiesti, mentre l’offerta è sempre più risicata. Alghero è sulla carta un Centro di primo livello, la Riabilitazione è essenziale per la classificazione, ma è estremante necessaria per tutto il territorio del nord Sardegna. Un rilancio di una struttura come quella di Alghero non è più rinviabile e un investimento su di essa attraverso nuovi ingressi di personale (non solo per tappare le falle) infermieristico, fisioterapico, oss e medico, ma anche attraverso un ammodernamento tecnologico globale, che permetta ad una struttura di tornare ai fasti di un tempo e ai pazienti di trovare le cure migliori senza allontanarsi troppo dalle loro case e dalle loro famiglie che sono indispensabili per il percorso riabilitativo di ogni persona. Chiediamo perciò ai vertici di Ats e dell’Assl di Sassari, nell’immediato di immettere nuovo personale infermieristico ed oss per assicurare le cure ai malati ed evitare di sovraccaricare il personale rimasto e nel prossimo futuro di investire su una struttura fondamentale per il territorio, magari attraverso anche una collaborazione attiva con la struttura di riabilitazione del Ssantissima Annunziata, che permetta di nuovo l’ingresso di pazienti complessi arrivando cosi ad una riclassificazione della struttura da parte della Giunta regionale», conclude il segretario provinciale Nursing up.
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