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Red 8 luglio 2019
Il vincitore assoluto è stato “My Tyson”, di Claudio Casale, medaglia della Presidenza della Repubblica. Menzione speciale a Roberto Citran, che ha dichiarato: «Sono veneto, ma tifo Dinamo». La serata conclusiva del festival itinerante organizzato dal Cineclub Sassari ha accolto sul palco del Cinema Miramare di Alghero gli attori Marit Nissen e Paolo Sassanelli
Tutti i premiati del Sardinia film festival 2019


ALGHERO - «Forza Dinamo! Sono veneto, però tenevo questa squadra». È quasi una dedica ai ragazzi di coach Pozzecco quella dell’attore Roberto Citran, per il premio ricevuto dal Sardinia film festival sul palco del Cinema Miramare di Alghero. Nella serata conclusiva, a Citran è stata assegnata la Menzione speciale per l’interpretazione nel cortometraggio “Mon clochard”, di Gian Marco Pezzoli. È la storia di un insegnante frustrato, le cui abitudini sono sconvolte dall’arrivo di un misterioso vagabondo. L’artista ha ricevuto il riconoscimento dal produttore Giannandrea Pecorelli, componente della prestigiosa giuria internazionale formata dal direttore dell’Ufficio promozione culturale Siae Danila Alda Confalonieri e dal giornalista marocchino Abdelkarim Oakrim.

Il vincitore assoluto del festival organizzato dal Cineclub Sassari, miglior cortometraggio della 14esima edizione, è “My Tyson”, di Claudio Casale, già detentore nei giorni scorsi del Premio Villanova Monteleone per il Miglior documentario italiano. L’opera racconta la storia di Alaoma Tyson, pugile di origini nigeriane divenuto campione italiano di boxe. Sua madre Patience è il cuore narrante della storia di famiglia, del viaggio migratorio e delle difficoltà incontrate. Come ha raccontato Casale, la donna è stata vittima di un terribile caso giudiziario, condannata ingiustamente a sei anni di prigione per poi essere scagionata. Il giovane regista romano ha ricevuto la medaglia della Presidenza della Repubblica dalle mani del presidente del festival Angelo Tantaro. Al suo fianco, la presentatrice Rachele Falchi e la project manager Marta Manconi. Casale, che a Villanova Monteleone aveva dedicato la vittoria alla “capitana” Carola Rackete, ha dedicato questo ulteriore successo ai due protagonisti del suo film.

Miglior Vetrina Sardegna-Premio Obus a “Klepsydra”, di Adriana Perra e Roberto Fara. Miglior fiction italiana a “Solstizio d’inverno”, di Alessandra Pescetta; miglior fiction internazionale a “Beetween the lines”, del francese Frederic Farrucci; miglior documentario internazionale a “The european dream: Serbia”, del regista spagnolo Jaime Alekos, che conquista anche il premio Giuria Ristretta maschile. La Giuria Ristretta femminile è stata assegnata a “Ian, a moving story”, dell'argentino Abel Goldfarb. La medaglia del presidente della Camera, Premio scuola under 18, è andata a “Giustino, uccellino coraggioso”, di Mena Solipano, mentre il Premio Diari di Cineclub a “Noi soli”, di Francesco Alessandro Cogliati. Tra gli altri premiati, il Miglior cortometraggio sperimentale va a “4664”, dell’argentino Federico Robles, ed il Miglior video art ad “Orbit”, dell’olandese Martin Tess. Il Bosa animation award è andato a “Mercurio”, di Michele Bernardi.

Tra i protagonisti sul palco del Miramare, anche gli attori Marit Nissen e Paolo Sassanelli. Quest’ultimo ha parlato del suo progetto “La grande fuga”, un’esperienza di volontario per portare il cinema all’interno delle carceri. Un’esperienza che da Regina Coeli si vorrebbe replicare nelle carceri di tutta Italia, e tra queste nella struttura sassarese di Bancali. Nell’incontro, moderato dal giornalista napoletano Alberto Castellano, con Sassanelli sono intervenuti Mario Dossoni (garante dei diritti delle persone detenute e coordinatore delle “giurie ristrette”), Lia Camboni (volontaria del carcere di Bancali per la sezione femminile) e Vittorio e Alessandro Gazale, che hanno presentato il progetto “Dalle carte alle storie liberate”, e proiettato il video-clip dell’omonimo brano di Piero Marras. Da tempo, il Cineclub Sassari coinvolge la casa circondariale di Bancali nel Sardinia film festival, organizzando il Premio “Giuria ristretta” per le sezioni femminile e maschile. Nei giorni scorsi, inoltre, gli autori e gli ospiti hanno visitato l’ex colonia penale di Tramariglio, nel corso di una “location scouting” organizzata dalla Fondazione Sardegna film commission, che li ha portati a scoprire il meraviglioso territorio di Alghero, la cultura e la gastronomia locale. «Il Sardinia film festival si conferma sempre più un evento dal respiro internazionale, grazie anche alla collaborazione dei Comuni di Sassari, Villanova Monteleone, Alghero, Bosa e di importanti partner privati – ha affermato il direttore artistico Carlo Dessì – Ciò che è emerso in tanti giorni trascorsi insieme è la volontà di comunicare, all'insegna dello scambio culturale, della tolleranza, dell'accoglienza. Valori tipici della nostra terra che si fanno così bandiera di democrazia e di interscambio nel mondo intero».

Nella foto: Paolo Sassanelli ed Alberto Castellano
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