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Red 14 giugno 2019
Duro attacco dell´ex consigliera della Commissione Pari opportunità di Alghero Caterina Salerno, che punta l´indice su diverse attività effettuate dalla Cpo durante l´ultimo anno e ritenute da lei «molto discutibili»
«Le Pari opportunità elettorali»


ALGHERO - «Trovo molto discutibile la tempistica con la quale la Commissione Pari opportunità del Comune di Alghero, a pochi giorni dalla scadenza del mandato e in piena campagna elettorale, attraverso la sua presidente, provvede a pubblicare sul sito istituzionale della Cpo il bando “Un logo per la Commissione Pari opportunità”, riferito alla delibera n.344 del 10 ottobre 2018. A ciò, si aggiunga che il 10 giugno, sempre la presidente inaugura un “Centro documentazione donna” alla presenza di quanto resta (viste le continue dimissioni e assenza ) della Cpo, ma presenti però alcune assessore e alcune consigliere dell'attuale Giunta comunale». Inizia così l'intervento della consigliera dimissionaria della Cpo Caterina Salerno, che prosegue chiedendosi «quale possa essere la ragione, se non mera opportunità elettorale, per la quale non fossero presenti ne consigliere, ne donne rappresentative del Centrodestra. Si ricorda a tale proposito che la Cpo è istituzionale e non di parte o della Maggioranza (si ribadisce che trattasi di “Commissione Pari opportunità”)».

«Ciò che non si riesce a comprendere è la ragione per la quale la presidente della Commissione non abbia inserito tra le cose urgenti da approvare il Progetto “Famiglia e lavoro: un equilibrio possibile”. Tale progetto era stato perfezionato affinchè fosse inserito nell'ambito delle politiche al sostegno della famiglia, in quanto prevedeva in termini di strutture ed organizzazione di creare risposte ai bisogni delle donne lavoratrici con particolare riferimento a quelle che in piena estate sono occupate nel comparto alberghiero e della ristorazione. Ciò, con riferimento al Protocollo d'intesa con la Provincia di Trento deliberato dalla Giunta il 30 giugno 2015. Quanto sopra – insiste Salerno - per precisare l'anomalo funzionamento di una Commissione istituzionale cosi importante come la Cpo, che non ha operato nel rispetto della trasparenza degli atti, in quanto non sono stati pubblicati i verbali delle riunioni, non sono stati resi pubblici, sempre sul sito istituzionale, gli atti relativi a delibere, resoconti sulle attività svolte, programmazione e utilizzo delle risorse finanziarie».

Caterina Salerno ricorda come si dimisero sei consigliere senza che la presidente convocasse la seduta per comunicare alla Commissione la ragione delle dimissioni, «quindi resta ancora il dubbio se fossero state accolte o meno. Trattandosi di Commissione di Pari opportunità, ci si chiede quale è la parità garantita da un organismo che pubblica bandi solo in scadenza dei tempi di funzionamento e proponendo attività come quella presentata giorni or sono nella Biblioteca comunale, con un numero ormai sparuto di consigliere? Sarebbe davvero opportuno che venissero pubblicati i verbali e gli atti a sostegno della regolarità delle procedure adottate soprattutto per chiarire che quanto fatto ultimamente non risponda solo a logiche di stampo elettorale. La Cpo e la presidente che la rappresenta hanno davvero dimenticato il significato prima di “Pari” poi di “opportunità”. Le scadenze elettorali sono altra cosa», conclude con amara ironia l'ex consigliera Salerno.
Commenti
10:48
Questo certamente non mette nella giusta luce gli attori, i temi trattati e anche le risoluzioni, in più i termini usati fanno precipitare la nobile politica alle cionfre da bar o da festa campestre
10:59
Quanto accaduto nell’autunno 2017 non fu altro che una protesta civile e non violenta per difendere il proprio diritto all’autodeterminazione. E questo porta a una seconda considerazione importante
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